Babbo Natale va in vacanza
Il Babbo Natale burbero di Raymond Briggs la mattina della Vigilia di Natale veniva svegliato di soprassalto mentre sognava di essere in spiaggia, steso al sole. La sua casa era piena di poster di Capri, Malta e Maiorca e di pile di guide turistiche, testimonianza di sue precedenti pause rigeneranti dal lavoro. Ora, buttati alle spalle il Natale e la sfacchinata al gelo per consegnare i regali in tutto il mondo, finalmente Babbo Natale va in vacanza.

Per l’occasione si mette all’opera e trasforma la sua slitta in un’iperaccessoriata roulotte volante da fare trainare dalle sue renne. Nel mentre, ripassa il francese sui libri e guardando un corso in TV. Terminati i preparativi e lasciati cane e gatto al canile, parte.

La prima meta è per l’appunto la Francia: più nello specifico la verde campagna francese. Prima si accampa nei prati e poi sceglie di spostarsi in un campeggio attrezzato. Desideroso di mimetizzarsi con gli autoctoni (quale errore!), acquista un basco e una maglietta a righe. Poco dopo si gode un lauto pasto e del buon vino in un ristorante locale, salvo rimanere deluso dal fatto che patatine fritte e ketchup non siano fra le opzioni del menu. Sfortuna vuole che qualcosa gli rimanga indigesto, così da trovarsi a dover visitare più volte i bagni del camping. «Regarde maman! C’est Père Noël!». Quando un bambino lo riconosce, Babbo Natale decide che è decisamente ora di andarsene.

La destinazione successiva di Babbo Natale è la Scozia. Anche qui cerca di confondersi con la gente locale indossando il costume nazionale. Apprezza il paesaggio, il whisky, l’haggis (un insaccato tradizionale a base di interiora di pecora) e la musica. Il clima no, quello è proprio pessimo e lui di tempo brutto non ne vuole più sapere, ne ha sopportato abbastanza nella sua nottata lavorativa. Quando anche qui un bambino lo individua, è proprio ora di svignarsela.

Questa volta vuole avverare il suo sogno infrantosi la mattina della Vigilia: una vacanza in un luogo veramente caldo e veramente asciutto. Un deserto? Sì, quello del Nevada. Vola verso la scintillante Las Vegas! E stavolta non si accontenta più di alloggiare nella sua casa mobile. Sceglie il Nero’s Palace Hotel, conosciuto anche come Caesars Palace, resort a tema antichi romani. Al ristorante vengono servite bistecche, enormi porzioni di french fries e non manca il ketchup. Utilizza molti dei servizi dell’hotel: il casinò, dove gioca alla roulette con tanto di monocolo; il teatro dove si esibiscono le ballerine di fila e la piscina, dove sfoggia un bel costume a pois. Era tanto che desiderava un po’ di lusso, di vizi e di vita mondana!

Purtroppo anche negli USA non passa inosservato. Ben due bambini si accorgono di lui. Al momento di congedarsi, il conto dell’hotel è esorbitante. Avendo terminato il budget per la sua vacanza, deve per forza fare rientro a casa dove, ripresi cane e gatto con sé, al posto del giardino con l’erbetta all’inglese trova: un prato incolto e una marea di lettere arrivate con larghissimo anticipo sul prossimo Natale.


Babbo Natale va in vacanza, pubblicato originariamente nel 1975, arriva in Italia nel 1995 grazie ad Einaudi Ragazzi (in unione a Babbo Natale, di cui costituisce il seguito). Nel 2003 Edizioni EL lo stampa in un volume autonomo autoconclusivo e nel 2014 esce per Rizzoli, questa volta in un formato di dimensioni maggiori.
Le caratteristiche di questo fumetto sono le medesime del suo antefatto. Vignette piene di dettagli (anche di qualche stereotipo nazionale in chiave umoristica), British humour, e dialoghi semplici ridotti al minimo. Ciò che cambia è in parte lo stato d’animo del protagonista. Oltre a borbottare riesce a trascorrere un periodo tendenzialmente felice, e persino a sfoggiare qualche sorriso sotto barba e baffi.

Qualche curiosità in più su Babbo Natale va in vacanza. Una è legata all’itinerario scelto da Babbo Natale. I luoghi che visita sono quelli dove Raymond Briggs era stato invitato ad andare a seguito della morte di sua moglie Jean, e poco prima di realizzare il fumetto. L’altra riguarda la traduzione in italiano. Divertente l’uso nei balloon del dialetto veneto per il bambino che riconosce Babbo Natale in Scozia e del romanaccio per i due ragazzini un po’ rozzi e ineducati che condividono la stessa sorte a Las Vegas.
Insomma, Babbo Natale non ha tutti i torti a volere relax e vacanze dopo il suo tour de force per rendere piacevoli le nostre feste! Che dire, lo capiamo bene… Anche a noi a febbraio piacerebbe partire per luoghi esotici assolati. Feste e bagordi sono passati. Il cielo è spesso grigio, fa freddo, si sta al chiodo a lavorare, l’inverno è ancora lungo e le prossime ferie sono davvero troppo lontane! Distraiamoci in sua compagnia. Coraggio!


