Contro corrente: Sabiha Kasimati, l’amica dei pesci
Dopo Haiku siberiani (Topipittori, 2018) e La ragazza con il fucile (Lavieri, 2024), sempre grazie a Lavieri arriva in Italia Contro corrente: Sabiha Kasimati, l’amica dei pesci, un altro libro della fumettista e illustratrice lituana Lina Itagaki, con testi di Vytenė Muschick e Marius Marcinkevičius.

Già pubblicato in albanese e in inglese, poi in lituano, è un fumetto pensato per bambini e adolescenti, ma piacevole anche per gli adulti, che mira a fare conoscere la figura della scienziata albanese Sabiha Kasimati, poco nota anche nella sua stessa patria.
Nata nel 1912, secondogenita del medico Abdurrahman Kasimati e di Zehra Mbreshtani, Sabiha Kasimati vive con la famiglia prima a Scutari, poi a Verrias e dal 1927 a Còriza. Qui diviene la prima studentessa donna al Liceo nazionale albanese cittadino. È una ragazza vivace, estremamente intelligente. Si diploma con profitto nel 1931 e, avendo imparato il francese, viaggia e va a vivere per un periodo da sola a Parigi. Una volta rientrata, insegna il francese a scuola e diviene una nota scienziata, ittiologa, unica donna in un mondo maschile. Il suo sogno: dare un nome albanese a tutti i pesci e fondare un museo naturalistico.

Dal 1936 studia scienze biologiche in Italia, a Torino, grazie ad una borsa di studio. Nell’aprile del 1939, l’Italia fascista invade e occupa l’Albania. Nonostante ciò, e nonostante fosse stata invitata a insegnare all’Università di Torino, finiti gli studi decide di rientrare in Albania, dove riprende ad insegnare francese e a dedicarsi alle sue ricerche scientifiche sui pesci.
Un periodo di malattia la riporta in Italia, per farsi curare. A guarigione avvenuta, contro corrente come i salmoni, Sabiha Kasimati torna in un’Albania dalla quale in molti cercavano ormai di fuggire. Nel 1944, infatti, vi si era instaurata la dittatura comunista di Enver Hoxha (suo compagno di liceo). Sabiha non si piega in alcun modo di fronte alle intimidazioni del regime. Continua nei suoi studi, a scrivere articoli e a mettere energie nei suoi importanti obiettivi professionali.

Muore nel 1951, a 38 anni, fucilata senza processo insieme a 22 uomini, per mano di un dittatore sanguinario che perseguitava e tentava di annientare intellettuali e oppositori. L’accusa? Quella di aver causato, il 20 febbraio 1951, l’esplosione presso l’ambasciata dell’Unione Sovietica a Tirana.
L’idea di Contro corrente: Sabiha Kasimati, l’amica dei pesci è dell’autrice lituana Vytenė Muschick e di Klaudja Zerva della Konrad Adenauer Stifting. La sceneggiatura è frutto delle ricerche d’archivio di Vytenė Muschick e della giornalista albanese Fatmira Nikolli. L’adattamento dei testi per bambini è sempre di Vytenė Muschick con la collaborazione di Marius Marcinkevičius. È di quest’ultimo l’originale trovata di narrare la storia dal punto di vista proprio dei pesci. Il narratore è un barbus prespensis, un barbo di Prespa!

Lina Itagaki ha creato lo storyboard del fumetto a matita, su uno sketchbook Muji. Ha poi realizzato i disegni su carta, sempre a matita, e li ha colorati in digitale. Come negli altri suoi fumetti a tema storico, anche in questo è evidente una grande attenzione per il contesto, i luoghi, per gli abiti e le divise, come pure per gli strumenti scientifici che Sabiha Kasimati adoperava. Denota un impegno considerevole nella raccolta dei materiali di reference.

Alcune tavole ambientate in Italia e a Parigi, sono state realizzate nel corso di alcuni viaggi della fumettista proprio in Italia e a Parigi. Interessante l’inserimento di foto e documenti originali, come in un collage, e l’idea di raffigurare il dittatore Enver Hoxha come un Pesce Diavolo.


Contro corrente: Sabiha Kasimati, l’amica dei pesci è una breve biografia a fumetti, sintetica, pensata per la divulgazione e per essere utilizzata come materiale didattico, arricchita anche da un testo finale e da un glossario. L’edizione in albanese è distribuita gratuitamente nelle scuole del Paese.
Ha il pregio di essere ben strutturata, documentata, profonda, toccante, di invitare all’approfondimento e di diffondere a livello europeo la figura di una pioniera, una donna estremamente moderna per l’epoca e l’ambiente in cui ha vissuto. All’avanguardia anche oggigiorno: esempio di indipendenza, di coerenza ai propri principi e alle proprie idee, colta, caparbia. Noi, «pesci bipedi», abbiamo tutte e tutti molto da imparare da lei.

Ovviamente alla fine della lettura rimane scolpito il monito: niente più dittature e totalitarismi! E Albania e Lituania sono accomunate dall’anno della caduta del regime comunista: il 1991…
«La verità è come un pesce: all’inizio è solo un piccolo uovo appena visibile, ma poi cresce, si irrobustisce e vince tutti gli ostacoli».


