Mio caro fumetto... - Cover per Arfieri dell'ARF! 2019
Eventi

ARF! Festival 2019

Vogliamo parlare di quanto sia stata meravigliosa per me la prima esperienza all’ARF! Festival?

Da venerdì 24 a domenica 26 maggio 2019 a Roma tre padiglioni del Mattatoio di Testaccio sono stati dedicati interamente ad una vera e propria festa del fumetto, nel senso più ampio del termine: dai grandi classici alle graphic novel, ai manga (novità di questa quinta edizione del festival).

«ARF! è la festa di chi i fumetti li legge e li fa. Di chi li pubblica. Di chi li colleziona. Di chi li ama. Tre giorni di immersione totale nel racconto per immagini, nelle Storie, nei Segni e nei Disegni.»

dal sito web del festival
Mio caro fumetto... - Mappa di ARF! 2019

Purtroppo il giorno dell’apertura non ho potuto partecipare ma il sabato e la domenica mi sono lanciata in questo fantastico mondo.

Il primo giorno sono andata in compagnia della mia amica Antonella (quella che mi ha attaccato la mania delle graphic novel) mentre il secondo da sola.

Per il mio compleanno, che cade in aprile, Antonella mi aveva regalato proprio l’ingresso al festival, e non un ingresso qualunque, ma in qualità di ARFiere! Devo dire che è un “ruolo” nel quale mi sono da subito sentita a mio agio e del quale vado ancora orgogliosa!

«Giunti al simbolico traguardo del “primo lustro” abbiamo riconosciuto ARF! per ciò che è sempre stato fin dal principio: una grande comunità (di recupero!) per chi ama, scrive, disegna, legge, respira fumetti. Il primo pensiero di noi ARFer è stato quello di adottarvi. Tutti. Così abbiamo deciso di sancire questo “stato di famiglia allargata”, costituendo l’Associazione Culturale ARF!, in cui tutti possano sentirsi a casa. Diventare soci di ARF! significa farsi Alfieri del Fumetto. Pardon, ARFieri (eh no, questo vizio non ci passerà mai).
ARFiere è chi sceglie di trasformare un semplice “abbonamento” in qualcosa di molto di più: un’adesione, un gesto concreto a supporto del festival che vogliamo»

dal sito web del festival

Più di una persona potrà testimoniare che per due giorni me ne sono andata in giro baldanzosa per il festival, con il pass al collo e il braccialetto sempre ben in vista perché, effettivamente, se ami i fumetti, all’ARF! non puoi che sentirti un po’ in famiglia.

Quello che rende speciale e impareggiabile ARF! Festival è l’atmosfera gioiosa e di condivisione che si respira tra le varie anime che lo compongono.

In quei giorni, tra i partecipanti (un po’ di tutte le età), gli organizzatori, gli espositori e i fumettisti si percepiva e si viveva un bellissimo senso di sintonia. C’era tanta gente ma mai quel caos che rende impossibile godere dei fumetti e dei libri che in occasioni come queste dovrebbero essere al centro di tutto.

L’offerta da programma era veramente molto varia e ricca.

Nella Sala Talk per tutta la durata del festival si sono susseguiti diversi incontri con autori italiani e stranieri.

Si poteva passeggiare fra gli innumerevoli stand per sfogliare e/o acquistare libri di tutte le principali e più note case editrici del fumetto, oltre che di editori indipendenti, microeditori o di fumettisti e collettivi che si autoproducono (questi ultimi esponevano nella zona Self ARF! o nell’ARFist Alley).

Era possibile incontrare e conoscere di persona molti fumettisti, presenti per l’occasione per proporre le loro novità, e ricevere dediche e sketch sui libri comprati direttamente in fiera (spesso con un bel po’ di sconto che non guasta affatto) o sulle copie portate da casa.

In certi casi le file da affrontare erano più lunghe (ma sempre tollerabili e fattibili) in altre molto più brevi. Nel caso di file più lunghe il tempo passava anche tra una chiacchiera e una battuta con il vicino “compagno di avventura”, conosciuto un minuto prima. In nessun caso ho notato nervosismo o scontento.

Un altro aspetto davvero di riguardo di ARF! Festival erano le mostre. Quelle di Giuseppe Palumbo (autore del manifesto di ARF! 2019), di Frank Quitely (disegnatore scozzese di personaggi del calibro di Superman, Batman e gli X-Men), di Attilio Micheluzzi, di Kalina Muhova e Vinci Cardona (fumettisti vincitori del Premio Bartoli 2018, un concorso dedicato alle giovani promesse).

In onore dei 70 anni di TEX vi era anche una grande esposizione dedicata, non sempre però ricompresa nel biglietto di ingresso del festival. Un evento nell’evento. Una retrospettiva curata da Gianni Bono, fatta di tavole originali, materiali inediti, curiosità e tanto altro sul ranger più noto e “longevo” del mondo (in attività ormai dal 1948).

Come ho già accennato, quest’anno per la prima volta il festival prevedeva anche un’area mangARF!, interamente riservata ai fumetti giapponesi e alle case editrici specializzate. Un’apertura ad oriente sicuramente apprezzabile.

In programma c’erano anche numerose masterclass, lezioni a numero chiuso e a pagamento, per imparare dai maestri (Gabriele Dell’Otto, Yoshiyasu TamuraCasty, Katja Centomo, Davide Toffolo). Appuntamenti di tre ore ciascuno imperdibili soprattutto per le persone del mestiere e per coloro che aspirano a lavorare nell’ambito del fumetto.

Un’altra iniziativa pregevole era Job ARF!, uno spazio pensato per gli autori giovani. L’idea era di dar loro modo, a seguito di risposta ad una call, di mostrare a editor e case editrici il proprio portfolio.

Anche i bambini hanno avuto il loro spazio. Un intero ambiente del festival era riservato all’ARF! Kids, ad ingresso gratuito fino ai 12 anni. Per loro tanti i laboratori di fumetto ed illustrazione, guidati da nomi di spicco della narrazione dell’infanzia. Si poteva disegnare, giocare, farsi truccare il viso, assistere a letture ad alta voce, leggere e acquistare libri per bambini (portati dalla Libreria Caffè Giufà). Per i bimbi da 0 a 12 mesi era stata allestita una zona per l’allattamento e messi a disposizione giochini adeguati. Per i più grandini, da 12 mesi a 3 anni, i giochi erano quelli di logica e quelli ad incastro.

Fra le tante cose mi è piaciuto particolarmente lo stand della Scuola Internazionale di Comics con i ragazzi che eseguivano disegni su commissione. Si passava, si segnava su una lista nome e soggetto che si desiderava e dopo un’ora circa (a seconda del numero di richieste in elenco) si tornava e lo si trovava il disegno pronto con dedica. Io ho chiesto Pinocchio sia nella versione burattino che nella versione bambino. Filippo Pandolfini lo ha eseguito davvero bene! Non trovate anche voi?

Insomma per me sono stati due giorni speciali. La sera sono tornata a casa sempre gasatissima, con mille cose da raccontare!

Un altro sintomo del post ARF! Festival, oltre alla logorrea, è stata la schiena a pezzi per la quantità di buste piene di graphic novel che mi sono regalata e che mi sono portata dietro tutto il tempo (oltre alla sacca piena di quelle che avevo a casa da fare dedicare)!

Troverò il modo per organizzarmi meglio per le prossime volte, tanto già so che tornare a casa con pochi libri da una fiera del genere è una mission impossible! Il budget che avevo previsto l’ho speso fino all’ultimo centesimo…

Ovviamente ho ottenuto un bel po’ di dediche e sketch. Un grazie speciale dunque ad Alberto Madrigal, Leo Ortolani, Rita Petruccioli, Zerocalcare, Gipi, Fabio Listrani, Sergio Algozzino e Giacomo Bevilacqua!

Mio caro fumetto... - Sketch di Giacomo Bevilacqua ottenuto all'ARF! 2019

Non vedo l’ora che arrivi la prossima edizione! Ci sarò, senza se e senza ma.

P.S. Un’avvertenza per chi non fosse ancora mai andato all’ARF! Festival. Se cercate un festival alla Romics sappiate che non è quello che troverete. Niente cosplay, niente giochi e gadgets, niente cinema e serie TV, niente caos. Sono due tipi di evento completamente diversi. Saranno vere le voci che circolano secondo le quali ARF! sarebbe nato proprio in opposizione al Romics? Chissà! ARF! sarà davvero acronimo di Anti Romics Festival come alcuni suppongono? Non ho trovato conferme ufficiali…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.