Mio caro fumetto... - Particolare della scatola della versione numerata di Jonas Fink
Letture

Jonas Fink. La trilogia di Vittorio Giardino in un unico volume di Rizzoli Lizard

Per oltre 25 anni della sua vita Vittorio Giardino si è dedicato a Jonas Fink, una vita sospesa (Rizzoli Lizard, 2018) un romanzo storico a fumetti in tre parti (L’infanzia, L’adolescenza, Il libraio di Praga).

Nel 1991 uscirono le pagine iniziali del primo episodio sulla rivista “Il Grifo” e nel 1997 apparve in libreria il primo volume. Nel 2018 Giardino ha finalmente terminato la sua trilogia e Rizzoli Lizard l’ha pubblicata in un unico volume.

La trama incanta per come è mirabilmente costruita, così come la caratterizzazione ideologica e morale dei personaggi. Le vicende personali del protagonista, bambino nel primo episodio, che prende le mosse nel 1950, adulto cinquantenne nelle ultime pagine (siamo ormai nel 1990), vengono condizionate dal viaggio che il medesimo è destinato a percorrere.

Quel viaggio è la storia stessa del suo paese e della sua città: Praga. D’altra parte, secondo Giardino:

«Per rinnovare la memoria non serve raccontare la grande storia ma è meglio concentrarsi su una vita, quella del mio vicino o di un amico, per esempio… »

E così con Jonas (la sua storia personale non la racconto volutamente) viviamo dapprima la Cecoslovacchia sotto il regime stalinista, poi la Primavera di Praga del 1968, l’invasione da parte dei carri armati sovietici e infine l’epoca post caduta del muro di Berlino. Respiriamo con lui quell’aria asfissiante del sospetto, del controllo, della repressione, del tutti contro tutti proprio degli anni in cui qualsiasi cosa aveva occhi e orecchie e la delazione era normalità.

Mio caro fumetto... - Riassunto storico in Jonas Fink

Dal punto di vista fisico il volume è molto ben curato (io per di più ho quello edito in tiratura limitata e numerata, con copertina variant), salvo forse per il fatto che il lettering nell’ultimo episodio risulta notevolmente più grande che negli altri due.

I disegni di Giardino sono molto realistici, capolavori frutto di quel lavoro artigianale fatto di carte, inchiostri e acquerelli che lui ama tanto.

«Ho un computer ma è in un’altra stanza, lo uso solo per le mail»

Vittorio Giardino in un’intervista di Gabriele Ferraresi.

Una curiosità. Nel libro compaiono due cammei: Vincenzo Mollica, che permise l’esordio del romanzo sulla rivista “Il Grifo”, presta il volto al direttore di una radio clandestina e Francesco Guccini, che scrisse la prefazione ad un’antologia di disegni di Giardino, ad un avventore della Taverna Kralik (che canta l’Avvelenata!).

Una nota del tutto personale: se prima avevo desiderio di andare a Praga, direi che ora è arrivato il momento!

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