Mio caro fumetto... - Heimat e una tazza di tè verde al limone tedesco
Letture

Heimat: un album di famiglia tedesco

Heimat è un termine tedesco che, come altri, non ha un corrispettivo letterale né in italiano, né nelle altre lingue romanze né tantomeno in inglese, essendo connesso a svariati significati secondari ricchi di emotività.

Mio Caro Fumetto - Heimat: un album di famiglia tedesco - Pagina del libro con il significato della parola Heimat.

Nora Krug, nata nel 1977 a Karlsruhe in  Germania e residente a New York dal 2002, sceglie questo termine come titolo per il suo memoir autobiografico.

Heimat è stato pubblicato in Germania nell’autunno del 2018 e in Italia a settembre 2019, grazie ad Einaudi.

In breve tempo ha ottenuto notevoli riconoscimenti: miglior graphic novel del 2018 per “The New York Times Critics”, “The Guardian”, “The San Francisco Chronicles” e “The Boston Globe”. Ha vinto anche il National Book Critics Circle Award nella categoria delle autobiografie ed altri premi.

Nora Krug dal canto suo nel 2019 è stata insignita come illustratrice dell’anno per il Moira Gemmill Prize del Victoria and Albert Museum.

Non è un caso. Il suo è un lavoro peculiare e ragguardevole sia dal punto di vista della forma sia del contenuto.

Heimat non risponde del tutto né ai “canoni” delle graphic novel né a quelli propri degli albi illustrati. È un insieme di colori vivaci ad acquerello e tempera, di foto presentate come in un fanciullesco collage, di disegni, testo e fumetto.

Mi ha fatto pensare ai libri scolastici per i più piccoli o, in una perfetta versione artistica, ai cartelloni che si facevano alle scuole elementari. A questa idea contribuisce anche il lettering utilizzato, simile alla grafia di un ordinato quaderno dei compiti a casa.

Mio Caro Fumetto - Heimat: un album di famiglia tedesco - Nora Krug e la personale scoperta dell’Olocausto.

L’immagine di copertina rimanda invece chiaramente ad un famoso quadro ad olio: il Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich, dipinto nel 1818 e conservato alla Hamburger Kunsthalle. La ragazza raffigurata sembra guardare all’orizzonte e all’avvenire con uno sguardo consapevole, oltre le nuvole e la coltre del dubbio.

Mio Caro Fumetto - Heimat: un album di famiglia tedesco - Copertina del volume Heimat di Nora Krug.
Mio Caro Fumetto - Heimat: un album di famiglia tedesco - Il quadro Viandante sul mare di nebbia di Friedrich secondo la visione di Nora Krug.

In effetti il libro tratta della difficile, obiettiva e dolorosa ricerca da parte dell’autrice del ruolo e delle responsabilità che i membri della sua famiglia ebbero nel periodo nazista.

Mio Caro Fumetto - Heimat: un album di famiglia tedesco - L'albero genealogico della famiglia della madre di Nora Krug.
Mio Caro Fumetto - Heimat: un album di famiglia tedesco - L'albero genealogico della famiglia del padre di Nora Krug.

Tentare di fare chiarezza nel proprio passato è il modo che Nora Krug trova per alleviare la vergogna e il peso dei sensi di colpa ereditati dalla storia del suo Paese. Eliminare questo fardello sarebbe impossibile: «non posso accettare il perdono per l’imperdonabile […], l’espiazione individuale non può cancellare la sofferenza di milioni di persone […]».

Mio Caro Fumetto - Heimat: un album di famiglia tedesco - Pagina del volume in cui Nora Krug spiega il suo modo di trovare la Heimat.

Con questo fine Nora Krug nel 2014 torna in Germania e comincia una paziente e capillare ricerca in archivi e biblioteche. Incontra i suoi familiari e chiede loro di poter vedere documenti personali e foto dell’epoca e di  raccontarle tutti quegli aneddoti utili a ricostruire la realtà dei fatti.

Intanto, dai rigattieri e nei mercatini delle pulci, raccoglie e colleziona cimeli e oggetti vari che presenta al lettore come «dall’album di un’archivista di ricordi», svelandogli nel contempo tradizioni germaniche.

Mio Caro Fumetto - Heimat: un album di famiglia tedesco - Cimeli scovati da Nora Krug al mercatino delle pulci.

Si serve del significato di alcune parole della sua lingua per approfondire degli aspetti intrinseci al pensiero dei tedeschi. Con lo stesso scopo mostra delle «cose tedesche», «dal diario di un’emigrata nostalgica».

Mio Caro Fumetto - Heimat: un album di famiglia tedesco - Pagina in cui si spiega quanto sia tedesco lo schwarzbrot, il pane nero.

L’insieme di tutti questi materiali permette a chi legge di comprendere la storia dei singoli componenti della famiglia dell’autrice, così come la mentalità e il contesto in cui si muovevano. Il particolare e il generale si intrecciano e si fondono.

Alla fine dell’indagine, come spesso succede, non tutte le domande trovano risposta. In taluni casi permangono punti oscuri e dubbi. Di altre persone riaffiorano con maggiore evidenza la correità, l’adesione ai dettami e all’ideologia di regime, se non un fervido consenso.

Mio Caro Fumetto - Heimat: un album di famiglia tedesco - Pagina con lo schema grafico dei risultati delle elezioni del 1933 a Karlsruhe.
Mio Caro Fumetto - Heimat: un album di famiglia tedesco - Pagina che descrive la scoperta di Nora Krug del fatto che il nonno fosse membro del partito nazista.

Credo che in Italia ciascuno nel suo piccolo dovrebbe arrivare alla consapevolezza cui è giunta Nora Krug alla fine del suo percorso.

Se ogni italiano indagasse sulla propria famiglia scoprirebbe sicuramente una cosa che è ovvia, ma di cui non è facile essere pienamente consci. La storia, quella che si legge nei libri e nei documenti di archivio, è fatta di e da persone.

I nostri avi, nonni, genitori e parenti tutti nell’agire quotidiano, nell’esprimere un’opinione o un voto, nel prendere posizione davanti agli eventi, nell’opporsi, nell’appoggiare, o nello stare a guardare hanno contribuito al dipanarsi della storia. Lo stesso facciamo noi tutti quando ci alziamo la mattina e conduciamo le nostre esistenze.

Non possiamo non analizzare anche noi le loro responsabilità, e riflettere sulle nostre.

Non basta più guardare indietro al ventennio e fermarsi all’idea di “italiani brava gente”.

Nel nostro paese troppo spesso ci si sbriga incasellando e definendo tutto “come una imposizione di regime” o pensando che in fondo quello che è accaduto è giustificabile perché “c’era la guerra”.

Non si può continuare a pensare semplicisticamente che gli italiani erano i buoni e i nazisti i cattivi, autoassolvendosi.

Il fascismo non era e non è stato mai un regime all’acqua di rose. Gli italiani non sono stati conquistatori e colonizzatori generosi ed altruisti.

Mussolini nel 1938 non ha promulgato le leggi razziali ad imitazione di Hitler o per imbonirselo. Le ha redatte e rivendicate fermamente, con ampio consenso della popolazione.

Le persecuzioni degli ebrei e le tante delazioni per pochi spiccioli o per guadagnarsi un posto di lavoro, sono state perpetrate da persone in carne ed ossa. E gli altri si sono spesso semplicemente voltati dall’altra parte.

Tanti cittadini italiani sono stati convinti e compiaciuti di essere di pura razza ariana.

L’ipocrisia, l’indifferenza, “farsi i fatti propri” e l’opportunismo sono stati atti, sì atti, non meno gravi dell’adesione convinta.

Le folle inneggianti sotto il balcone di Piazza Venezia non erano composte di vittime, di persone che subivano, costrette a tesserarsi. Non era quella la maggioranza. È una mera questione di numeri. Eppure è una spiegazione che a molti ancora oggi fa comodo darsi.

Un altro tasto dolente: chi dei nostri parenti dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943 ha aderito o fiancheggiato la RSI? Quanti invece l’hanno rinnegata? Chi ha preso parte alla Resistenza o l’ha appoggiata?

È necessaria una presa di coscienza vera e profonda per seppellire quegli scheletri, chiusi nell’armadio dell’ignoranza, che ciclicamente si palesano pericolosamente in espressioni e azioni. Solo così anche noi potremo finalmente guardare al futuro oltre la nebbia.

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