Mio caro fumetto... - Questo è il tuo posto
Letture

Cosa fa di un lavoro un lavoro vero?

La mia lettura di Un lavoro vero di Alberto Madrigal (Bao Publishing, 2014) capita in un periodo personale particolare e tocca delle corde intime scoperte.

Mio caro fumetto… – Copertina di un lavoro vero

Mi ha fatto riflettere, e tanto. Ho tifato per il protagonista Javi (dietro al quale si nasconde Alberto Madrigal stesso) e per quel coraggio che lo ha convinto a lasciare un lavoro vero, a tempo indeterminato, per cambiare strada e cercare di costruire qualcosa di proprio.

Non è facile seguire un sogno, non è facile realizzarlo. Non è facile scegliere di ricominciare da zero per qualcosa dalle incerte prospettive, che si ama ma che non offre sicurezza.

Il libro si apre a Berlino con Javi che racconta del suo lavoro vero per una ditta prestigiosa. È ben pagato, poco impegnativo dal punto di vista degli orari e gli permette tutta una serie di piccoli lussi che rendono piacevole la vita quotidiana: la colazione al bar, andare al cinema, a sentire concerti e mangiare la pasta di Giovanni Rana. È il lavoro che tutti vorrebbero e lui non ha nemmeno dovuto cercarlo.

Mio caro fumetto… – Javi e il lavoro vero

Eppure Javi ha altri bisogni e aspirazioni. Esprime la sua insoddisfazione, la sua necessità di occupare il tempo con ciò che sente indispensabile per sé. È qui che il racconto si interrompe. Un lungo flashback descrive gli antefatti.

«C’è gente che non capisce come si possa lasciare un lavoro fisso per andarsene in un altro paese. Senza programmi».
È proprio così, senza programmi, senza paracadute, solo e non sapendo la lingua, che Javi lascia la Spagna, la famiglia, gli amici e soprattutto un lavoro fisso (Alberto Madrigal era informatico prima di diventare fumettista) per trasferirsi a Berlino.

Mio caro fumetto… – Valigia
Mio caro fumetto… – Cambiare paese senza programmi

L’idea alla base di questo cambio di vita? Trovare spunti per un fumetto da realizzare con Damian, un ragazzo di Barcellona conosciuto via internet che avrebbe curato la sceneggiatura, e da presentare poi alle case editrici ad Angoulême, in Francia.

A Berlino Javi vive tutte le fasi di ambientamento che vivono gli expat. La ricerca della stanza, la convivenza con i coinquilini di paesi diversi, le difficoltà con la lingua, la necessità di trovare nuovi punti di riferimento e nuovi amici, la scoperta e l’adattamento in una città con ritmi, abitudini e costumi differenti dalla propria di origine…

Berlino per fortuna pur essendo una città dal clima freddo si dimostra accogliente. È multiculturale, dinamica, piena di giovani e offre tanti spazi da vivere in modo intelligente, come tutti quei caffè dove poter passare il tempo, lavorare e incontrare persone. Goodies, Cuccuma e Five Elephant sono alcuni di quelli frequentati da Javi.

Mio caro fumetto… – Esterno del Goodies Coffee di Berlino secondo Madrigal
Mio caro fumetto… – Esterno del Cuccuma Coffee di Berlino
da Google Maps
Mio caro fumetto… – Interno del Five Elephant Coffee di Berlino secondo Madrigal
Mio caro fumetto… – Interno del Five Elephant Coffee di Berlino
Fonte Soberlin

Javi esplora la città, la disegna sui suoi amati taccuini e ce la restituisce in tutto il suo fascino, dato da un’architettura che testimonia continue stratificazioni, la fusione tra passato, presente e design futuristici, oltre che lungimiranti opere di conservazione e riqualificazione.

Mio caro fumetto… – La torre della televisione di Berlino
Mio caro fumetto… – La torre della televisione di Berlino
Mio caro fumetto… – Andando al lavoro a Berlino
Mio caro fumetto… – Berlino e la U-Bahn sopraelevata

Un lavoro vero diviene poi la cronaca di un’esperienza dura: il progetto del fumetto va avanti con difficoltà, i tentativi con le case editrici falliscono, subentrano tante frustrazioni e si fa impellente la necessità di trovare come sostentarsi perché i soldi da parte finiscono. Per Javi i rapporti si fanno difficili sia con chi è rimasto in Spagna, che non comprende le scelte fatte, sia con chi in Germania non si cura dei suoi problemi.

Per fortuna ci sono gli amici con cui passare il tempo e svagarsi e, fra questi, quelli speciali e insostituibili con cui si crea quella sintonia che è per la vita. Javi ha accanto lo scrittore italiano Fabio Bartoli: è lui a sostenerlo sempre, anche e soprattutto nei momenti più pesanti.

Arriva inevitabile la decisione di accettare quel lavoro vero dell’inizio del fumetto ma poi…  Poi dopo pochissimi mesi, ecco quel senso di costrizione, quella brutta sensazione di quando si ha un lavoro quasi perfetto che però non corrisponde ai propri desideri e che non si ha il coraggio di lasciare.

Javi va in crisi, sta male, arriva a perdere il sonno (così come Alberto Madrigal effettivamente racconta in alcune interviste). Una notte, per sfogarsi di tutto questo dolore, inizia a scrivere, dopo aver solo disegnato per anni.

Mio caro fumetto… – Notti insonni

Comincia a mettere su carta tutto ciò che ad alta voce non riesce più ad esprimere da tempo. Nasce così un racconto che vale davvero la pena di disegnare, vero come il lavoro che gli farà guadagnare di lì a qualche anno. È il racconto della sua faticosa esperienza: Un lavoro vero.

Dunque un’opera prima del tutto personale, intima, coinvolgente, garbata, onesta che, per la tematica, può essere di modello, di conforto e di sprone per tanti. Una storia di coraggio, di rivalsa, di voglia di farcela e di spendersi per il sogno, per ciò che si ama veramente.

Un lavoro vero è un fumetto in cui ai dialoghi si alternano tanti silenzi, tanti pensieri. È scritto in italiano, che non è la lingua madre di Madrigal, ma lo aiuta a comunicare l’essenziale in modo semplice, ad essere sintetico ed efficace.

La trovata davvero curiosa è quella con cui l’autore rende graficamente evidente la varietà di lingue nelle quali i personaggi conversano nella realtà. Sceglie di riempire le nuvole di un colore per ogni idioma. Usa il giallo per il tedesco, il rosso per lo spagnolo, il bianco per l’italiano, il celeste per il francese, il verde per l’inglese.

Mio caro fumetto… – Nuvola gialla per la lingua tedesca
Mio caro fumetto… – Nuvola rossa per la lingua spagnola
Mio caro fumetto… – Nuvola bianca per la lingua italiana
Mio caro fumetto… – Nuvola celeste per la lingua francese
Mio caro fumetto… – Nuvola verde per la lingua inglese

Alberto Madrigal realizza i disegni di questo fumetto in bianco e nero su carta semplice e poi, abbandonata l’idea iniziale di utilizzare per tutta l’opera l’acquerello (la tecnica che in genere predilige), li colora digitalmente. Le tinte contribuiscono notevolmente all’impatto emotivo, così come i volti e le espressioni dei personaggi, fortemente somiglianti alle persone reali.

E la rispondenza al vero delle ambientazioni, interni e esterni dei locali, edifici, strade e architetture di Berlino (ma anche di Parigi e Angoulême), divertente da riscontrare caso per caso, fa di Un lavoro vero un libro perfetto per la collana Le città viste dall’alto.

Ringrazio Alberto per la bella dedica che mi ha fatto al Lucca Comics 2019 e dopo aver letto questo suo fumetto e Pigiama computer biscotti non vedo l’ora di andare avanti anche con tutti gli altri… A presto!

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