Mio caro fumetto... - Karl-Marx-Allee
Letture

Imparare a cadere a Neuerkerode

È una lettura particolare quella di Imparare a cadere, primo fumetto scritto e disegnato dal giovane fumettista tedesco Mikaël Ross. È stato pubblicato in Germania da Avant-Verlag nel 2018 con il titolo Der Umfall, e da Bao Publishing a febbraio 2020.

Il primo dei motivi lo si scopre solo a fine lettura, dalla postfazione del fumetto, ma può essere anticipato. Mikaël Ross ha realizzato Imparare a cadere su commissione della Evangelische Stiftung Neuerkerode.

Nel 2018 quest’ultima ha scelto, a ragione e con lungimiranza, di festeggiare il proprio 150° anniversario per mezzo di un fumetto. Un mezzo innovativo, efficace ed efficiente anche per rendere diffusamente noti i principi e le attività dell’omonima comunità villaggio di Neuerkerode a Braunschweig in Bassa Sassonia.

Nata il 13 settembre 1868 come Idiote-Anstalt zu Erkerode, la Evangelische Stiftung Neuerkerode è una fondazione evangelica di confessione luterana dovuta all’iniziativa del pastore Gustav Stutzer, del dottor Oswald Berkhan e di Luisa Löbbecke, figlia di un noto banchiere dell’epoca.

Alla sua base c’era e c’è tuttora una politica di inclusione e di partecipazione nei confronti delle persone con disabilità mentale. Se alle origini il villaggio di Neuerkerode ne ospitava cinque, oggi sono oltre ottocento, su circa milleduecento abitanti della comunità.

Mio caro fumetto... - Mappa di Neuerkerode

Neuerkerode è sempre più «un microcosmo di inclusività in cui persone di ogni provenienza e formazione, disabili e non, condividono vita, lavoro e tempo libero». È uno spazio protetto in cui le persone con disabilità mentali e fisiche possono vivere la propria autonomia senza che manchi l’assistenza, qualora servisse. A tutti infatti vengono fornite le armi di crescita personale, secondo le possibilità e le aspirazioni di ciascuno.

In cambio viene richiesto di approcciare l’altro con curiosità, di aver voglia di mettersi in gioco, di conoscersi e di vivere con voglia la socialità. Neuerkerode non intende ghettizzare, chiudere o separare “il diverso”. Al contrario si impegna costantemente in prima linea nelle lotte contro le etichette e le discriminazioni di qualsiasi tipo.

Pur nascendo per la ricorrenza di un ente, per giunta confessionale e quindi fortemente legato alla fede, il fumetto non risulta in alcun modo autocelebrativo, pubblicitario o agiografico-panegiristico.

Neuerkerode è solo l’ambientazione di una storia di fantasia, delicata quanto importante per i temi trattati. È il racconto in prima persona del giovane Noel, un ragazzone con disabilità mentali, appassionato della musica degli AC/DC e di marshmallow arrostiti. Vive a Berlino con la mamma ma un evento traumatico improvviso spezza la sua quotidianità. Deve lasciare la sua casa e viene accompagnato nella comunità villaggio.

Mio caro fumetto... Noel e i marshmallow

L’ingresso come ospite nella struttura e l’inizio di una vita comunitaria non sono semplici, pur essendo seguito dall’accogliente e paziente Robert, uno degli assistenti. Noel non è cosciente di ciò che gli sta accadendo, pensa che quella sia solo una sistemazione temporanea.

È spaesato. Tutti gli sono estranei e non sa di chi si possa fidare. Ma pian piano si ambienta. È così che il lettore, insieme a lui, grazie al suo personale ed eccezionale punto di vista, fa la conoscenza degli altri residenti del villaggio. Ognuno ha il proprio carattere, ognuno è affetto da disturbi mentali, disabilità intellettive e fisiche di diverso tipo.

Mio caro fumetto... - Ambientarsi a Neuerkerode

Ma soprattutto, ognuno comunica verbalmente a modo suo. Ovviamente è una comunicazione interpersonale spontanea, senza schemi, non lineare, che avviene nei modi più disparati. Imparare a cadere la fotografa perfettamente grazie alla sceneggiatura, e la veicola per mezzo di espedienti grafici: diversi tipi di balloons, nonché forma e modulo del lettering.

I protagonisti si presentano e si esprimono attraverso discorsi elementari, ridotti, spesso sconnessi e disarticolati, fatti di parole spezzate, confuse, a volte stereotipate o ripetitive, altre inventate. Sono tante le variazioni di ritmo, tono, timbro e volume nelle loro parole.

Mio caro fumetto... - Esempi di comunicazione verbale in Imparare a cadere
Mio caro fumetto... - Parole inventate

Ma non finisce qui. Mikaël Ross, attraverso i suoi disegni e lo sguardo soggettivo di Noel, restituisce con maestria anche la straordinaria ricchezza della comunicazione non verbale di ciascun personaggio. Caratterizzazione e riconoscibità derivano da gestualità, postura, mimica, sguardi, espressioni, modo di abbigliarsi: elementi di un linguaggio inconsapevole e non intenzionale.

Questo è senz’altro il punto forte del fumetto, ciò che lo distingue e lo rende particolarmente emozionante. Senza filtri, giudizi, pietismo e con una buona dose di ironia è possibile osservare dall’interno quella che a tutti gli effetti sembra una grande famiglia. Comunicazione verbale e non verbale costituiscono le chiavi primarie d’accesso al mondo di Neuerkerode, alla vita quotidiana dei suoi ospiti che scorre serena.

Imparare a cadere è una finestra sui legami di amicizia fraterni, forti e fatti di solidarietà, sulle loro prime storie d’amore e gli approcci alla sessualità, sulle loro stramberie e paure, ma anche su piccole grandi avventure di cui sono protagonisti.

La vera sfida per Noel e tutti i suoi amici è quella di guadagnare progressivamente indipendenza e consapevolezza, stando insieme e coltivando le proprie passioni. Così Neuerkerode diviene per loro una naturale palestra di vita in cui mettersi alla prova, superare piccoli insormontabili limiti, Imparare a cadere, ad alzarsi e ad andare avanti. Come nel judo.

Mio caro fumetto... - Giochi da tavola a Neuerkerode
Mio caro fumetto... - Valentin e Noel in piscina con Robert
Mio caro fumetto... - Le lezioni di judo per imparare a cadere
Mio caro fumetto... - L'assistente Robert spiega l'innamoramento
Mio caro fumetto... - La scoperta del sesso

Si notano tanto i due anni di preparazione, ricerca e studio di Mikaël Ross per la realizzazione del fumetto. L’autenticità del risultato sarebbe stata irraggiungibile se non avesse trascorso un periodo di tempo a Neuerkerode a contatto diretto con le persone. Gli incontri di quei giorni, le conversazioni confidenziali, l’osservazione delle dinamiche di gruppo e di interazione hanno dato frutto.

Nel libro non mancano richiami al passato della comunità, che nella sua lunga storia ha visto momenti terribili e tremendamente dolorosi. L’anziana Irma rievoca a modo suo ciò che avvenne nel periodo nazionalsocialista. Nel 1933 i nazisti trasformarono Neuerkerode in un centro di sterilizzazioni, e dal 1940 al 1945 il Ministero su ordine di Hitler autorizzò pratiche di “eutanasia”. Non mancarono le deportazioni.

I pastori direttori dell’epoca, Ludwig Beyer e poi, al suo pensionamento Arthur Fehr, si opposero in diversi modi. Tentarono di fermare o rimandare gli orrori perpetrati nei confronti dei disabili, ma invano. Sotto la direzione di Beyer comunque gli edifici furono chiusi a chiave, limitate le uscite e furono innalzate recinzioni contenitive intorno alle abitazioni femminili.

Nel 1942 Fehr lasciò il suo incarico perché arruolato in guerra nella Wehrmacht e al suo posto si insediò l’ex pastore August Ahlborn, comprovato e fedele nazionalsocialista. Da quel momento furono in tanti a morire. Partirono circa 176 persone con sei trasporti e non fecero più ritorno.

Mio caro fumetto... - Ricordi di Neuerkerode durante il nazismo

I disegni pittorici a matite colorate di Mikaël Ross sono molto evocativi. L’ambientazione, come la storia raccontata, oscilla fra il realismo e l’atmosfera propria delle fiabe. In una delle tre splash page del fumetto, che simboleggiano altrettante cesure emotive, la chiesa di Neuerkerode è raffigurata con dovizia di particolari. Lo stesso si può dire, ad esempio, della Ostbahnhof di Berlino.

Mio caro fumetto… - Realismo dei disegni di Imparare a cadere: la chiesa di Neuerkerode
Mio caro fumetto… - Realismo dei disegni di Imparare a cadere: Berlin Ostbahnhof

Nel tratteggio marcato, nell’impiego di determinate tinte, nella padronanza degli elementi caricaturali si intravede l’entusiasmo di Mikaël Ross per i modelli francesi, raro nell’ambito tedesco. Sicuramente è molto forte l’influenza di Christophe Blaine, ma anche di altri due autori francesi da lui prediletti: Nicolas de Crécy e Manu Larcenet.

Chissà che il tramite tra questi due mondi non sia stato in parte Nicolas Wouters, sceneggiatore e disegnatore belga che Mikaël Ross ha conosciuto nel corso dei suoi studi al dipartimento di fumetto dell’Institut Saint-Luc di Bruxelles. I due hanno portato avanti diversi progetti comuni, fra cui Les piéds dans le béton nel 2013 e Totem nel 2016. Poi l’esordio di Ross come autore unico.

Non stupisce che il 10 luglio scorso, nell’ambito della biennale del fumetto di Erlangen, Imparare a cadere abbia vinto il Max und Moritz-Preis come miglior fumetto tedesco. Merita davvero.

In Noel, anche a livello esteriore, ho rivisto mio nipote affetto da disabilità fisiche e mentali. In famiglia lo chiamiamo BigMic per la sua corporatura. Di lui ho accennato anche nell’articolo su Due figlie e altri animali feroci di Leo Ortolani. Ho ritrovato la sua voce, il suo essere eterno bambino, le sue fissazioni ma anche la sua sensibilità, le sue aspirazioni, la sua voglia di sentirsi utile e di lavorare, di essere occupato in mille attività, di relazionarsi, la sua empatia verso gli altri disabili e gli anziani.

In Italia l’impegno è tutto sulle spalle dei genitori, lasciati a loro stessi nella gestione dei bisogni dei figli e nel dare risposta alle loro legittime richieste. La tematica del “dopo di noi” è stata risolta a livello legislativo solo nel 2016… Tutti spunti di riflessione affrontati nel fumetto, tutte risposte concrete nella realtà di Neuerkerode, sicuramente non perfetta, ma encomiabile.

P.S. Se sei arrivato fin qui forse ti può interessare anche l’articolo sul fumetto Manicomio: una historia real. Buona lettura!

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