Mio caro fumetto... - La regina Elisabetta e Filippo di Edimburgo
Letture

London Calling, trasferirsi in Inghilterra ante Brexit

Pila di fumetti sul comodino. Scende la sera, arriva il momento di tranquillità da dedicare alla lettura. Mi lancio su London Calling della disegnatrice e fumettista Andrea Barattin (Kleiner Flug, 2015). Il motivo? Primo fra tutti la voglia matta che avrei di viaggiare. Fra le tante limitazioni che ha imposto a tutti la pandemia, risento sempre di più quella agli spostamenti. Non poter visitare e scoprire posti vicini e lontani, distrarsi cambiando panorama, fare nuove conoscenze o riabbracciare persone care è a dir poco penalizzante. Aggiungiamo poi che non sono mai stata a Londra. Infine, la morte di Filippo di Edimburgo, il 9 aprile scorso. La conseguente onnipresenza della capitale inglese nei canali televisivi, sui giornali e in rete ha acceso in me l’esigenza di una visione alternativa della città.

Mio caro fumetto... - Copertina di London Calling di Andrea Barattin

Il titolo del fumetto riporta alla mente l’inizio delle comunicazioni radio della BBC durante la seconda guerra mondiale ma anche l’omonima canzone dei The Clash del 1979. Entrata nel mito, a sua volta allude alla guerra, ma anche alla fusione del reattore nucleare di Three Mile Island in Pennsylvania nonché al rischio di straripamento del Tamigi. Fatti di stretta attualità, occorsi proprio nell’anno della composizione. Un brano che invitava i giovani a reagire, a non guardare al passato ma a prendere coscienza dei problemi del tempo. Un’esortazione a dimenticare la vecchia Londra turistica anni ’60 per scoprire una città diversa.

Analogamente Andrea Barattin, attraverso il suo London Calling insiste sulla dimensione del viaggio non per divertimento e svago, ma per la realizzazione personale. Sulla scelta spesso obbligata che ormai da tempo tanti ragazzi sono spinti a fare in cerca di tutte quelle opportunità che l’Italia non offre loro: fortuna, lavoro, futuro. Dietro all’estremo umorismo e autoironia, alle mille gag e battute come in una sit-com c’è dunque un tema importante, cui dare il necessario rilievo.

Mio caro fumetto... - Andare a vivere all'estero e la scelta del luogo più adatto

L’autrice descrive per filo e per segno la propria esperienza, fin dalla sofferta scelta della meta fra valide opzioni, non senza qualche dubbio. Imparare l’inglese però è importante, è una lingua che serve sempre, e c’è la curiosità di capire come si viva nella più grande metropoli europea. Londra insomma esercita il suo appeal e prevale sulle altre opzioni. Ad Andrea e al suo ragazzo Tommaso, pronto a partire con lei, sembra offrire proprio tutto «compresi mangiare cheap, la regina, i pub, Alan Moore e tutto il resto».

Con il suo racconto autobiografico Andrea offre una guida pratica alternativa della città, differente dalle solite. È peculiare sia perché espressa nel linguaggio del fumetto, sia perché mira a sfatare i luoghi comuni della “mitologia” inglese. Ai mirabilia urbis sostituisce gli aspetti meno piacevoli della metropoli. Evidenzia i particolari che in genere si omettono, che si raccontano per sfogo solo ad amici stretti e parenti, spesso alla fine di un percorso.

Mio caro fumetto... - London Calling svela la leggenda creata dai poteri forti sugli ombrelli a Londra

«Un caffè caldo vi tira su il morale in una giornata uggiosa londinese. Ah, non portatevi l’ombrello, non serve a niente. A meno che non vogliate volare a causa del vento fortissimo. Voci di corridoio dicono che quella secondo cui a Londra si usa l’ombrello sia solo una leggenda creata dai poteri forti».

In base dell’esperienza personale dell’autrice London Calling diviene una sorta di manuale di sopravvivenza. Un vademecum in 14 capitoli per mettere in guardia il lettore da tutta una serie di piccole e grandi disavventure. Spiega nel dettaglio tutto quel che viene dopo la fatidica decisione del trasferimento: la partenza; come viaggiare con un trolley da 10 chili per non pagare il bagaglio in stiva pur non sapendo per quanto tempo si starà via; come affrontare i controlli dei bagagli e altre amenità che conosce bene chi viaggia.

Mio caro fumetto... - Come preparare un trolley da 10 kg per non pagare il bagaglio in stiva

Una volta arrivati ricorda i primi giorni a Londra: l’amore per Camden Town; le vicissitudini per trovare e scegliere una casa; gli incontri con persone di tutti i tipi; le strane usanze inglesi e come tutto nella metropoli fosse lontano. E poi il continuo problema dei soldi, perché di cheap a Londra in realtà c’è davvero ben poco, se non forse qualche alimento di dubbia qualità. Tutto ha dei costi incredibili, motivo per cui bisogna rinunciare anche fare i turisti, salvo che non si sia disposti a fare a meno dell’essenziale.

Mio caro fumetto... - Uno dei messaggi di London Calling: a Londra bisogna avere molto cash altrimenti non vivi ma sopravvivi

Non mancano suggerimenti per rendere meno spaventosa l’immancabile burocrazia. Bisogna avere un conto corrente per ottenere un lavoro, e il lavoro per ottenere il NIN (National Insurace Number). Il NIN poi serve per l’assegnazione di un medico di medicina generale e della tessera del NHS (National Health Service). Come sempre in questi casi, ad ogni passaggio più di qualcosa potrebbe andare storto. Naturalmente a tutto ciò si aggiungono le sezioni dedicate alla ricerca del lavoro, agli sporadici ma necessari rientri a casa, nonché alle diverse tipologie di italiani di cui Londra (e l’estero in generale) è piena.

Mio caro fumetto... - Ottenere un conto corrente a Londra
Mio caro fumetto... - La burocrazia a Londra sembra quasi una cosa semplice

Se nel 2015 gli originari destinatari privilegiati di London Calling erano tutti coloro che volessero recarsi oltremanica per intraprendere un percorso di vita analogo a quella di Andrea e Tommaso, la Brexit ha sparigliato le carte in tavola. Nel Regno Unito, se non per turismo, si accederà solamente sapendo già la lingua o con contratti di lavoro stipulati già in partenza, non al di sotto un certa soglia di stipendio. Chi lavora oltremanica da meno di cinque anni sarà costretto a lasciare il paese e a ricominciare la propria vita altrove. Niente più progetti Erasmus universitari. Insomma, tante nuove norme restrittive.

Non per questo il fumetto di Andrea Barattin perde di senso. Anzi, acquisisce valore di testimonianza. Rimane poi perfetto per chiunque voglia avvicinarsi alla capitale inglese anche solo per fare una vacanza e per chi desideri cambiare aria e scoprire qualcosa di nuovo stando comodamente seduto sul divano di casa propria e, perché no, per tutti coloro che sono o si ritroveranno expat altrove.

Mio caro fumetto... - Andrea Barattin e Tommaso si trasferiscono da Londra a Valencia

Comunque, niente panico per Andrea e Tommaso! Dopo una permanenza di un paio d’anni a Londra, hanno preferito andare a vivere in Spagna, nella soleggiata e vivace Valencia. Il 2020 è servito a farli riflettere sulla direzione da prendere. All’inizio del 2021 erano in procinto di vendere la loro casa spagnola per rientrare in Italia. Se a Londra pioveva sempre, non sono bastati il sole e il caldo di Spagna a fargli compagnia.

Per realizzare London Calling Andrea Barattin ha impiegato circa sei mesi, sfruttando i contenuti del suo blog per rielaborarli in altra forma. Nella sceneggiatura, in cui prevale l’humour, si assiste ai due estremi. Situazioni e dialoghi realistici, mediante i quali il lettore empatizza ed entra in relazione con i personaggi, si avvicendano a episodi assolutamente surreali, esilaranti, che accentuano, se ce ne fosse bisogno, la vis comica del fumetto.

Mio caro fumetto... - I cibi da provare a Londra, forse

I disegni sono buffi, stilizzati, fortemente espressivi. Donano vita e vivacità ai singoli personaggi coerentemente con lo stile ironico delle vignette. Andrea Barattin dimostra di possedere uno spiccato dono della sintesi. Con pochi tratti riesce a rendere identificabili luoghi, ambienti interni e oggetti di scena. È degna di nota anche la scelta dei colori. Poche e particolari le tinte di base che utilizza. Tenui, ma nel contempo allegre e comunicative, caratterizzano l’intero suo lavoro.

Altro aspetto distintivo è lo sfruttamento massimo dello specchio della pagina, per altro di grande formato (210 x 285 mm) come per tutti i fumetti pubblicati da Kleiner Flug. Il lettering e i disegni sono tanto fitti da invadere ogni spazio, ad eccezione degli stretti margini. Quando i fogli sono quadrettati, ricordano quelli dei quadernoni degli esercizi della scuola, oppure dei diari che i ragazzi riempiono giustapponendo scritte, pensieri, foto, e materiali di ogni genere. Rievocano persino i ricettari casalinghi.

Mio caro fumetto... - I cibi cheap da comprare a Londra. Le pagine quadrettate di London Calling graficamente ricordano i quadernoni di scuola, i diari e i ricettari casalinghi

Dal blog, diario online, al fumetto, per tornare ad un’idea di memoria scritta su carta. Andrea Barattin si confida, condivide il suo sentire ed esprime i suoi timori, accentuati dall’essere distante dagli affetti e dalla dimensione protettiva del suo paesino in provincia di Belluno. Nel farlo, con tanti sorrisi, abbraccia chi legge e si trova lontano da casa, alleviandone la solitudine, e con ottimismo sprona quanti si preparino al proprio grande salto.

P.S. Ho scoperto sulla mia pelle che leggere London Calling la sera a letto può essere problematico. Si rischia di continuo di svegliare chi si ha vicino con fragorose risate. Avvertiti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *