Mio caro fumetto... - I 127 giorni di bombardamenti di Riolo
Letture

I 127 giorni di Riolo Terme

«Riolo dei Bagni, sorge lungo il fiume Senio, sulle prime colline della Romagna, a metà strada fra l’Appennino e la via Emilia. Un paese tranquillo, orgoglioso delle proprie acque termali, abitato da gente sincera e laboriosa».

Suona così l’incipit di 127 giorni del riolese d’adozione Andrea Rivola, con l’adattamento e la collaborazione ai testi di Federico Appel, (Parapiglia, 2025). Questa graphic novel, voluta fortemente dall’amministrazione comunale di Riolo, consiste nel racconto del lungo periodo di bombardamenti, occupazione e resistenza civile affrontati dalla cittadina romagnola tra il 5 dicembre del 1944 e l’aprile del 1945.

Mio caro fumetto... - Copertina di 127 giorni

Malauguratamente, infatti, si trovava ad essere l’ultimo baluardo in un punto chiave del settore orientale della Gotenstellung, la Linea Gotica. Si chiamava così il secondo fronte fortificato difensivo costruito dai tedeschi sul territorio italiano, dopo la Linea Gustav. Mirava a bloccare l’avanzata alleata verso la Pianura Padana e, per lo scopo, sfruttava la conformazione del terreno collinare e montuoso.

Il progetto della graphic novel è nato nell’anno scolastico 2024/2025 nell’Istituto Comprensivo “G. Pascoli” di Riolo, con la cooperazione della Biblioteca Comunale “Gaspare Mirandola”. I ragazzi sono stati impegnati in laboratori didattici per arrivare all’identificazione di luoghi, persone e momenti significativi di quegli aspri mesi di guerra.

Mio caro fumetto... - Tanti i lutti a Riolo Terme durante i 127 giorni di assedio

Fondamentale l’analisi del libro Le 127 giornate di Riolo di Leonida Costa (Galeati, 1965), cospicua raccolta di testimonianze orali. Accanto al volume di Costa, sono state utilizzate altre fonti memorialistiche inedite. Si tratta dei diari delle partigiane Clara Zanotti, consigliera comunale nel 1946, ed Elisa Dalmonte, insignita della croce di guerra al valore militare per aver falsificato documenti che permettessero a partigiani e civili di fuggire. A questi si è aggiunto quello di Vincenzo Cavara, figlio del farmacista del paese, sedicenne ai tempi dei fatti.

In una seconda fase il lavoro è passato nelle mani di Federico Appel e Andrea Rivola. Il primo si è occupato dell’adattamento e della redazione vera e propria di testi e sceneggiatura. Il secondo delle illustrazioni e di tutta la parte grafica. L’esito è una graphic novel che fa luce sulla paura, le privazioni, i danni, i lutti e la drammaticità di quel periodo. Non mancano però episodi ironici, paradossali, di coraggio, solidarietà e avventura.

Mio caro fumetto... - La vita nei rifugi antiaerei durante i bombardamenti di Riolo

I protagonisti? Antonio Galli, Battista Santandrea, Frediano Aceto, Ersilia Zanelli, Vincenzo Mariani, Matteo Cavina, Vincenzo Cavara, Clara Zanotti, Mara, Michele. Una coralità di persone qualunque. D’altra parte allora la guerra (e la storia) a Riolo e in Italia la facevano sì gli eserciti regolari, ma anche, nel contempo, le brigate partigiane, donne, uomini e bambini. Tutti, a rischio della propria stessa vita. Erano spinti infatti dalla volontà di ricominciare, oltre che impegnati a resistere all’invasore in maniera attiva o passiva e a lottare per un futuro di pace e di libertà.

Finalmente, l’11 aprile del 1945 si giunge alla realizzazione di quell’ideale di libertà per Riolo grazie al Gruppo di combattimento Friuli e alla Brigata Ebraica, inquadrati nel X Corpo d’Armata britannico.

Mio caro fumetto... - L'11 aprile 1945 la liberazione di Riolo Terme

«E due settimane dopo tutta l’Italia sarà libera. Ma la Liberazione non è che l’inizio di un lungo lavoro: bisogna togliere le mine, ricostruire le case, riparare ciò che è stato distrutto. Ma bisogna anche ricostruire le idee, la speranza, la voglia di stare insieme, di non aver paura. Questo lavoro deve continuare ancora oggi: perché tocca a noi fare in modo che la democrazia e la libertà (che sono belle quanto fragili) si diffondano e crescano, come è giusto che sia».

Gli stilizzati e geometrici disegni digitali di Andrea Rivola sono molto colorati, con tinte ton sur ton. Gusto e palette richiamano un po’ i manifesti sovietici. La graphic novel ha un layout vario: ci sono vignette piccole che ritmano la narrazione e la lettura, Splash Page e doppie Splash Page che le rallentano lasciando il campo alla riflessione e all’emotività. L’inclusione di consistenti blocchi di testo richiama un mondo che non è del fumetto ma piuttosto degli albi illustrati.

Mio caro fumetto... - Datario con l'indicazione del numero dei giorni di assedio

Degno di nota il particolare grafico inserito per sottolineare in maniera immediata il trascorrere del tempo. In testa a diverse tavole campeggia una sorta di datario con l’indicazione del numero dei giorni di assedio. Un elemento che, con analogie e differenze, ricorda i calendari o le pagine di diari e agende.

A 80 anni dagli avvenimenti narrati, 127 giorni insegna il valore della memoria, dell’impegno e della responsabilità personale. Incisiva ed emotivamente coinvolgente, ha inoltre il pregio di fare assurgere la storia locale, “minore”, a patrimonio collettivo, condiviso e accessibile a tutti, piccini e adulti.

Mio caro fumetto... - E viva l'Italia libera!

P.S. Se volete conoscere un’altra graphic novel ambientata durante la Resistenza nell’Appennino Tosco Emiliano, vi consiglio Gina Cammina di Antonella Toffolo (Topipittori, 2018). Trovate il mio articolo a riguardo qui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *