Il postino spaziale, antieroe in un mondo retrofuturista
La serie de Il postino spaziale dell’autore québécois Guillaume Perreault è arrivata in Italia tra il 2023 e il 2025 grazie a Sinnos Editrice e si sviluppa, ad oggi, in quattro divertenti volumi autoconclusivi ideati per bambini (ma adatti anche a chi è bambino dentro!).

Il protagonista della storia è Bob, un postino dello spazio, calvo, panciuto, sulla quarantina, che ama profondamente il suo lavoro banale, la sua tranquillità routinaria data dal solito giro di consegne nei soliti luoghi e alle stesse persone ogni volta. Un vero goloso antieroe nonsense in un mondo in cui è l’unico umano, senza che questo sia per lui un problema o gli faccia paura.
Un giorno il suo capo, un polpo gigante e baffuto, decide per lui un cambiamento repentino. Lo spedisce a fare cinque consegne completamente fuori dall’ordinario. Per un abitudinario come Bob, la reazione è di totale sconcerto ma non può sottrarsi, perché è devoto al suo lavoro.

La posta è sacra! Così in un solo giorno si trova ad affrontare pomodori giganti, asteroidi, cani, tremendi acquazzoni, tazze di tè e personaggi improbabili, tra cui il Principe Piccolo. Una folle avventura cosmica, un vero stress! Alla fine però essere riuscito ad affrontare tutte queste nuove esperienze è di soddisfazione. Cambia la prospettiva di Bob tal punto che, quando il suo principale gli chiede di tornare al suo consueto tran tran, lui inaspettatamente rifiuta.
Nel sequel Bob è ormai una star nella sua mansione. Per oltre sei mesi viene eletto postino del mese. Per questo gli viene affidato l’addestramento dell’apprendista postina Marcelle. È bella, ha dei lunghissimi capelli verde acqua, ma lui non è molto contento. È avvezzo a lavorare da solo. In più insieme devono consegnare una sola noiosissima lettera. Non mancheranno contrattempi. Il destinatario della missiva si è trasferito e in più in agguato ci sono dei pericolosi Cosmobanditi motorizzati!

Per fortuna si individuano facilmente. Hanno moto spaziali sistemate alla meno peggio, facce feroci, borse piene di bottino e giacche di pelle. Dei veri fuorilegge! E non ci sono solo loro a creare scompiglio. Ci si mette anche un piccolo ma non meno “ingombrante” spaziostoppista. La cosa positiva è che almeno in giro per la galassia, nelle pause, si trovano ottime cose da mangiare: sicuramente degli invitanti noodles e panini fatti in casa con i sottaceti marziani.
Nel terzo episodio de Il postino spaziale i problemi da affrontare per il protagonista passano ad un livello più alto. Oltre ad ostacoli di ogni tipo, avventure movimentate tra strani pacchi e personaggi di ogni risma, Bob si trova alle prese anche con Una fame terrificante. Non ha potuto fare colazione e nella sede della posta planetaria è arrivato un nuovo cuoco.

Il suo menù non offre cose proprio invitanti, anzi. Nella migliore delle ipotesi si può scegliere di mangiare «bocconcini di meteore grigliate con salsa di polpo spaziale e stella morta per guarnizione». Nell’astronave non c’è proprio nulla, nemmeno l’occorrente per un semplice panino con il burro di arachidi. E durante i break la proposta più allettante è lo «stinco di zarvalax con salsa mercuriata, servito con lombrichi di krom». Lo stomaco di Bob è tutto un brontolio!
Il quarto capitolo, Panico alla posta, comincia in un certo senso dove termina il terzo. La vera novità è l’ambientazione. Niente più viaggi per galassie lontane, niente avventure in strani mondi da esplorare. Tutto si svolge al chiuso nella stazione centrale di posta planetaria. I guai arrivano direttamente lì. Un nuovo collega, la macchina del caffè fuori servizio, un guasto all’impianto elettrico, Venti-3 che non ha fatto il suo dovere per cui c’è melma verdognola un po’ ovunque, e dulcis in fundo una pericolosa creatura mutaforma che si aggira pericolosamente negli spazi dell’ufficio. Bob e Marcelle e tutti i loro colleghi non possono che affrontare questa ignota forma di vita insieme…

Ne Il postino spaziale Guillaume Perreault fa un uso sapiente degli spazi bianchi e delle pause che rendono possibile al lettore una lettura calma, alimentando altresì l’effetto sorpresa. Le sue vignette, spesso senza contorni, sono altrettanto spesso di dimensioni diverse fra loro e con inquadrature frutto di un importante studio di regia. I suoi disegni dalla linea chiara e dai colori accattivanti, scelti in palette fuori dal comune, sono frutto di una lavorazione che parte su carta, per quel che riguarda studio dei personaggi e storyboard, per poi passare al digitale, alla tavoletta grafica e a Photoshop fino al risultato finale.
L’universo visivo immaginario è un caratteristico e riconoscibile insieme di futuro e nostalgia. Con il passare del tempo si è arricchito sempre più, così che tra il primo volume e l’ultimo le differenze sono fortemente evidenti. Ad aumentare esponenzialmente è la quantità di dettagli simpaticamente retrofuturistici, per così dire. Nell’astronave sferica e un po’ rattoppata di Bob ci sono computer di bordo con gli schermi verdi che riportano ai tubi catodici, radioline con mangiacassette e si fa largo uso di taccuini invece che dei tablet. L’ufficio di posta planetaria non è da meno. Nelle sue tecnologiche dotazioni ci sono antenne paraboliche, vecchi sistemi di aereazione, telefoni con i fili, rudimentali macchine per il caffè (per non parlare dei distributori automatici di merendine!) e armadietti metallici decisamente vintage. Che dire poi del commissariato di Polizia?



Spassoso anche andare alla ricerca di citazioni e riferimenti letterari e cinematografici, dal Piccolo Principe all’Eneide, da Scream, a Star Wars, Star Trek e Alien. Particolari divertenti e inattesi inseriti qua e là, noti e riconoscibili però più ad un pubblico adulto che ai piccoli lettori.
Anche per questo motivo può essere piacevole dedicarsi a leggere Il postino spaziale tutti insieme sul divano, sul letto o sul tappeto: genitori e figli, o perché no, nonni e nipoti! In autonomia, invece, risulterà sicuramente una lettura vivace e stimolante per i bambini dai sei anni in su.



Il postino spaziale, Bob, è un personaggio che si presta a trasposizioni e adattamenti. Non a caso in Canada è protagonista anche di una serie d’animazione in 10 episodi e di un podcast in 11 su due stagioni (li trovate rispettivamente qui e qui). L’autore ha inoltre creato su di lui un albo da colorare, un libro gioco, tavole didattiche e stampe da incorniciare.
Ho avuto la fortuna di conoscere Guillaume Perreault a Più libri più liberi nel 2024, di avere una sua dedica e di vederlo all’opera in un laboratorio dedicato all’infanzia. Tante le presenze e i volti di tutti erano entusiasti, stupefatti. Domani, 12 maggio, inizierà un altro tour al Nord Italia, tra Bolzano, Milano e Torino, per il Salone Internazionale del libro. A lui auguro una buona permanenza, ulteriore meritato successo, e a me di poter presto leggere nuovi episodi della sua esilarante saga fantascientifica!


