Mio caro fumetto... - Libro di Nellie Bly
Letture

Nellie Bly ovvero “Nulla è impossibile alle donne!”

Stavo attendendo già da qualche tempo l’uscita in libreria della graphic novel Nellie Bly di Luciana Cimino, giornalista, e di Sergio Algozzino, fumettista, per la Tunué. E così, il 20 settembre scorso, un giorno dopo l’uscita ufficiale, sono corsa ad acquistarlo.

Non vedevo l’ora di poter leggere la trasposizione in fumetto della biografia di una donna del tutto speciale, tanto moderna, coraggiosa e precorritrice dei tempi da poter essere, ancora oggi, esempio e sprone per noi tutte. Mi auguro che questo libro permetta a questa storia di essere conosciuta da un vasto pubblico, di tutte le età, perché trovo assurdo che attualmente in Italia molte persone non abbiano mai sentito parlare di Nellie Bly.

Nellie Bly nasce nel 1864 con il nome di Elizabeth Jane Cochran. È la terza di cinque figli di secondo letto avuti da Michael Cochran (possidente, vedovo, già dieci volte padre) con Mary Jane. Elizabeth perde il padre a soli sei anni. La mancanza del testamento costringe la madre ad abbandonare la casa insieme ai suoi figli, in totale povertà. Mary Jane si risposa ma il suo secondo marito beve ed è violento. Il divorzio del tribunale arriverà grazie anche alle testimonianze dei figli.

Elizabeth cresce e a 15 anni studia all’Indiana Normal School, con l’intento di fare la maestra. Purtroppo non ci sono possibilità di pagare la retta della scuola e i suoi studi si interrompono dopo pochi mesi. Non le rimane che tornare a casa e mettersi a cercare lavoro. Una donna con questo vissuto e questa estrazione non sarebbe andata lontano all’epoca e invece… Elizabeth un giorno risponde per le rime ad un articolo sessista che appare sul “Dispatch” di Pittsburgh, attraendo l’attenzione del direttore della testata. A seguito di un incontro conoscitivo riuscirà a farsi assumere con la promessa di lavorare con un nome di copertura. Elizabeth sceglie di chiamarsi Nellie Bly, come il titolo di una canzone popolare di Stephen Foster.

Nellie scrive molti articoli di giornalismo investigativo, tra cui quello che denuncia le condizioni di lavoro delle operaie nelle fabbriche. Va a lavorare con loro, le conosce, le ascolta, sia per poterle aiutare e per spronarle, sia per poter parlare di loro con cognizione di causa e non per pietismo o con distacco.

Conseguentemente a questo reportage il giornale rischia di non ricevere più i finanziamenti da parte degli industriali e Nellie viene relegata alle pagine “femminili”. Ovviamente quel tipo di incarico non le basta e insiste per farsi inviare in Messico. Anche da lì viene espulsa per le notizie che scrive che sono di critica aperta e di accusa contro i misfatti del governo. Rientrata al “Dispatch” si ritrova nuovamente a dover parlare di moda, di giardinaggio e di argomenti frivoli. Nellie stanca lascia Pittsburgh, siamo nel 1887, e si trasferisce a New York dove diventa presto nota, tanto da essere assunta da Joseph Pulitzer al “New York World”.

La prima inchiesta affidatale è fra le più eclatanti della sua intera carriera e riguarda i manicomi. Nellie finge di avere problemi mentali per farsi rinchiudere diversi giorni nel Women’s Lunatic Asylum, manicomio di Blackwell’s Island. Il suo racconto svela una realtà a dir poco sconvolgente. Le donne internate venivano trattate con violenza, subivano soprusi di ogni tipo, ricevevano cibo avariato. Molte donne inoltre erano lì pur non avendo problemi di sorta, ma solo per volontà dei mariti o delle famiglie di tenersele lontane. Lo scalpore derivato porta nel giro di poco tempo alla riforma dell’intero sistema degli istituti psichiatrici dello Stato di New York.

Un’altra sfida che ha reso Nellie Bly popolare e acclamata in tutto il mondo le viene ispirata dalla lettura de Il giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne. È il 1889 e anche lei vuole partire per il giro del mondo, con la scommessa che per tornare avrebbe impiegato meno di Phileas Fogg. Riesce a farsi finanziare il viaggio dopo tante insistenze e superando i timori di tutti. Parte, racconta ogni giorno le sue avventure e completa la sua impresa in 72 giorni.

Successivamente, nel 1895, decide di lasciare il giornalismo per sposarsi con Robert Seaman, un industriale, magnate delle acciaierie. Lei ha 30 anni lui 40 in più. Nel 1904, quando il marito muore Nellie inizia ad occuparsi in prima persona delle sue industrie, gestendole con fare moderno ed illuminato. Tuttavia, qualche anno dopo, non riesce ad evitare la bancarotta e deve fuggire in Svizzera.

Allo scoppio della prima guerra mondiale Nellie torna letteralmente in prima linea, sul fronte austriaco, a descrivere gli orrori della guerra del corpo a corpo e delle trincee. Gli ultimi anni della sua vita a New York li trascorre pubblicando sul “New York Journal” e dedicandosi anima e corpo per bambini e orfani. Nellie Bly muore nel 1922 a 57 anni per una polmonite.

Una vita appassionante descritta in una graphic che non è da meno, stringata, chiara, perfetta per fare passare il messaggio di David Randall, autore della prefazione:

Nessuna ragazza all’inizio della sua carriera potrebbe avere un modello migliore di questa giornalista nata centocinquanta anni fa.

Sì perché le donne (me compresa) dovrebbero ricordarsi di essere come Nellie, o imparare ad essere come Nellie:

Padrone per sempre del proprio destino.

I disegni di Sergio Algozzino sono davvero fantastici, così come i colori scelti che risultano decisamente appropriati all’epoca in cui è ambientato il fumetto. La tecnica utilizzata è unicamente quella digitale, cosa che sinceramente non immaginavo. L’ho scoperto solo alla fine del libro quando, in alcune pagine, il fumettista spiega il modo in cui ha proceduto in fase creativa e il perché delle sue scelte.

Spero vivamente che questo libro abbia tanto successo!

P.S. Questa graphic novel è la prima di Ariel, una nuova collana della Tunué, di cui direttore editoriale è Massimiliano Clemente. Il coordinamento artistico e lo sviluppo tematico sono affidati invece a Simona Binni. Ariel è stata pensata come spazio per raccontare temi cari alle donne dove mettere in comune un sentire declinato al femminile.

Per un’altra chicca su Nellie Bly cliccate qui! Grazie ancora a Sergio Algozzino per la bella dedica che mi ha fatto in occasione della XXVI edizione del Romics

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