Mio caro fumetto... - Manifestanti a Santiago intonano Venceremos degli Intillimani!
Letture

¡Que viva Chile!

Leggo le notizie dal Cile e inevitabilmente ripenso a Luis Sepúlveda e alle parole con cui conclude la sua mirabile prefazione a Là dove finisce la terra. Cile 1948-1970, di Désirée e Alain Frappier (add editore, 2019).

Mio caro fumetto... - Là dove finisce la terra: copertina del libro, nei colori celeste, bianco e nero, con un adulto e un bambino sul bagnasciuga che guardano il mare ondoso.

«Questo graphic novel di Désirée e Alain Frappier è un viaggio nella memoria, la memoria del Paese che abbiamo avuto, conosciuto, amato e che – trattenendone il ricordo, con tutto il suo intenso desiderio di giustizia – un giorno recupereremo; quel giorno torneremo a essere cittadini liberi del Paese dove finisce la terra»

Una speranza che sembra sempre più lontana. Lo stesso Sepúlveda chiamato a commentare la situazione odierna nel Paese dà questa lettura:

«Ora le conseguenze del neoliberalismo hanno portato a un’esplosione sociale, che era là, contenuta, ma che presto o tardi sarebbe scoppiata. Il problema è che questa esplosione sociale non ha un obiettivo politico ben definito, è ira popolare che divampa in maniera spontanea, ma senza che alcuna forza politica proponga un’alternativa. È rabbia per la rabbia, e questo è molto preoccupante. Non credo che si possa ripetere il golpe del ’73, un colpo di stato con quelle caratteristiche, ma tutto ciò che è stato conquistato dagli anni del golpe, anche le conquiste più minime, ora è in pericolo»

Intervista di Roberto Zanini (“Il Manifesto”, 22 Ottobre 2019).

E poi del Cile afferma:

«È un paese ideologicamente molto debole, la sinistra cilena è nel suo peggiore momento, non c’è un’alternativa e la rabbia popolare, l’ira delle classi popolari, si manifesta in questa maniera. Ma la risposta della repressione ci può portare verso tempi tremendamente brutti»

Ibid.

Ed ecco come il fumetto Là dove finisce la terra. Cile 1948-1970 torna importante per capire l’attualità. Il passato serve a decifrare la complessità del presente.

Il cuore della sceneggiatura di Désirée Frappier è la bella ricostruzione della biografia di Pedro Atías, che lei e suo marito Alain Frappier, il disegnatore della graphic, hanno conosciuto personalmente ad una cena.

Compresa la portata e la ricchezza del vissuto di chi avevano di fronte, i due hanno deciso di renderlo protagonista del loro fumetto. La potenza del messaggio di Pedro Atías viene moltiplicata dalla facoltà che Désirée Frappier dà al suo personaggio di parlare in prima persona.

Altra magia creata nell’ideazione di Là dove finisce la terra è quella di permettere al lettore di allargare i propri orizzonti o di restringerli come se si stesse giocando con delle matrioske. Una magia che ha come effetto collaterale di rendere il fumetto “impegnativo” alla lettura.

Di base c’è la storia di Pedro Atías che nasce, cresce e agisce all’interno del microcosmo della sua famiglia. Sia lui che la sua famiglia contribuiscono sostanzialmente alla storia del Cile. Il Paese viene mostrato per quello che in effetti è sempre stato: un esperimento all’interno del Latinoamerica che, a sua volta, nel suo complesso, risente della politica e degli avvenimenti a livello mondiale (e vi partecipa).

Pedro Atías è figlio di Albina Muñoz e dello scrittore socialista Guillermo Atías, noto tra l’altro per aver scritto il discorso di ringraziamento di Allende, pronunciato subito dopo la vittoria alle elezioni.

Il nonno paterno, Antonio, era di origini libanesi e approdò in Cile nel 1900. Pensava fosse l’America e trovò qualcosa di molto diverso da quello che aveva immaginato.

Mio caro fumetto... - Tavola in cui Pedro Atías parla di suo padre Guillermo, raffigurato mentre scrive sulla sua Olivetti.
Mio caro fumetto... - Tavola del fumetto in cui Pedro Atías parla del nonno Antonio, arrivato in Cile dal Libano.
Mio caro fumetto... - Albero genealogico degli Atías a partire da Antonio e sua moglie Julieta.

Nato nel 1948 in questo contesto familiare colto, benestante, filomarxista, Pedro Atías ha modo di frequentare la prestigiosa scuola dell’Alliance Française. Gli insegnanti dell’istituto però, salvo qualche caso eccezionale, hanno lasciato in lui solo pessimi ricordi legati ad umiliazioni e violenza.

Mio caro fumetto... - Vignetta che rappresenta la classe dell'Alliance Française frequentata dalla sorella di Pedro Atías, Antonia, in posa come nell'atto di fare la foto di gruppo annuale.

La sua infanzia è segnata anche dalla separazione dei genitori a causa del lavoro ingombrante del padre come scrittore. Quest’esperienza forgia ulteriormente il suo carattere e l’irrequietezza e la trasgressione lo portano a farsi espellere dalla scuola.

La salvezza gli viene dalle letture di libri e giornali di cui la casa del padre era sempre ben fornita. Sono gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta e «la stampa dell’epoca disegnava una geografia molto particolare. Il mondo si contraeva in due blocchi aizzati l’uno contro l’altro. Est e Ovest».

Mio caro fumetto... - Tavola che riassume gli avvenimenti salienti degli anni dal 1954 al 1957.

Le tensioni sociali sono sempre più forti e peggiorate da una parte dall’America, che voleva mantenere saldo il capitalismo, e dall’altra dal fermento dei movimenti di sinistra estrema.

In Cile questo porta alla nascita di due élite opposte destinate a governare e inevitabilmente a scontrarsi: il mondo conservatore e i “rossi”. La prima pronta a combattere militarmente contro la seconda. Ma da dove nascono e di cosa si nutrono queste due fazioni?

Mio caro fumetto... - Tavola che rappresenta i dittatori latinoamericani usciti dalla Scuola delle Americhe.

L’ingerenza statunitense si palesa nella formazione della Scuola delle Americhe (SOA) a Panama, da cui escono una serie di dittatori, tra cui anche Augusto Pinochet. Un buon numero di studenti cileni inoltre viene invece indottrinato a Chicago dal noto Milton Friedman con il mito del neoliberismo, del capitalismo puro e dello stato minimo.

L’altro blocco era affascinato dalla figura di Fidel Castro, dalla sua rivoluzione a Cuba e dalle imprese di Che Guevara. In questo caso il pensiero pedagogico cui ci si rifaceva era quello di Paulo Freire, che si rivolgeva soprattutto agli oppressi.

Pedro cresce e si ritrova iscritto all’Institut Nacional, scuola maschile. Le sue molteplici passioni giovanili lo aiutano ad evadere dalle regole e dagli schemi che gli vengono imposti. Fra queste il calcio, il cinema e l’onnipresente lettura.

Intanto in Cile nel 1962 si disputano i Mondiali: la Coppa Jules Rimet. Per il paese una speranza di ripresa economica dopo il tremendo terremoto che lo aveva devastato due anni prima. A vincere il Brasile del grande Pelè.

Mio caro fumetto... - Raffigurazione dei biglietti per le partite dei Mondiali di calcio che si disputarono in Cile nel 1962.

Nel 1963 l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, e la morte dello scrittore Aldous Leonard Huxley. Sono gli anni anche del primo coinvolgimento di Pedro Atías in politica.

Nel 1964, battendo Salvador Allende, già alla terza sconfitta in elezioni democratiche, diventa presidente del Cile il cattolico Eduardo Frei, fortemente legato all’idea riformista statunitense. Il suo programma però non basta a risolvere il problema delle disparità sociali ed economiche fra cittadini e delle divisioni etniche.

Meriterebbero un libro a sé le pagine e le tavole dedicate al viaggio che Pedro affronta con Rodrigo e Agustín, due compagni di scuola. Percorrono 1035 chilometri. Da Santiago a Puerto Montt si muovono un po’ a cavallo, poi a piedi e in autostop, mangiando e dormendo come e dove possibile. Da Puerto Montt l’unica via era il mare. Salgono su una nave da crociera alla ventura. La meta è la fine del Cile: Punta Arenas, lo stretto di Magellano, l’Antartico e La Terra del Fuoco.

Mio caro fumetto... - Paesaggio mozzafiato cileno con mare e montagne innevate sullo sfondo, di là dove finisce la terra

Per Pedro è un viaggio alla scoperta di sé, un giungere alla consapevolezza di quale sia il proprio bagaglio culturale e la propria educazione. I due coetanei che viaggiano con lui sono diversi. Sono pieni di pregiudizi, istintivamente razzisti e classisti, tanto da non mischiarsi ai giovani passeggeri della terza classe. Pedro invece è con loro che dialoga e che condivide la maggior parte del tempo.

Anche Pedro però si allontana dai suoi ideali, e lo fa quando a Punta Arenas decide di lasciarsi tentare dall’acquisto di jeans marchiati Lee. Sono una tentazione troppo grande, e non importa se in genere ad indossarli sono i tanto odiati yankee americani. D’altra parte anche la musica e il cinema degli yankee, che per Pedro erano una testimonianza della vittoria dell’imperialismo americano, su di lui esercitavano un fascino irresistibile, nonostante tutto.

Il 1968 è ormai alle porte e viene descritto in tutta la sua forza, complessità e portanza internazionale: «il coperchio della pentola a pressione che sobbolliva da tanti anni aveva finito per scoppiare».

Mio caro fumetto... - Raffigurazioni delle contestazioni giovanili del 1968 in diversi paesi.

Nel mentre continua la rivoluzione cubana, ormai al suo decimo anno. Nel resto dell’America Latina si susseguono i colpi di stato. Dopo l’Ecuador tocca alla Bolivia, poi al Brasile, a Panama e al Perù. Impazza la guerra del Vietnam, vengono assassinati Martin Luther King e Robert Kennedy e Praga è invasa dai russi. In Messico scoppia il massacro di Tlatelolco, solo pochi giorni prima dei Giochi Olimpici.

Pedro è all’ultimo anno di liceo e si ritrova a fondare una compagnia teatrale (chiamata poi Il teatro Aleph), un espediente, un modo “semplice” soprattutto per conoscere donne.

La sua passione per la musica in quel periodo si concretizza nella persona di Violeta Parra, cantautrice simbolo della nuova produzione musicale cilena. La nuova musica è diversa da quella rivoluzionaria e nasce dal folklore, pur non essendo però folkloristica.

Mio caro fumetto... - Vignetta che spiega l'importanza di Violeta Parra per la nuova musica cilena.

Con il diploma Pedro inizia la sua militanza politica attiva nel MIR (Movimiento de Izquierda Revolucionaria). Diviene insegnante volontario per la popolazione povera della periferia di Santiago, per le comunità rurali. Si iscrive a sociologia all’Università, l’Instituto Pedagógico de la Universidad de Chile, di cui parla come di «un meraviglioso mondo di libertà e cultura in cui mi sentivo finalmente al mio posto».

Mio caro fumetto... - Vignetta che raffigura Pedro Atías nell'atto di insegnare le sillabe nelle scuole per i poveri della periferia di Santiago, attraverso la paola e il disegno di un bagno.

Il 29 ottobre del 1969 il Tacnazo: a Santiago una parte dell’esercito si ammutina. Il generale Roberto Viaux guida l’insurrezione e i carri armati sfilano in città. Il presidente Frei reagisce seminando il panico nella popolazione, parlando di “pericolo fascista”. Il coprifuoco e una censura di ferro sono i passi successivi. Il ministro e il comandante in capo dell’esercito si dimettono. L’ordine viene ristabilito in 48 ore.

Si avvicinano le elezioni e la campagna elettorale è un’attesa dilatata e piena di dubbi, al pari dell’attesa dello spoglio dei voti. La speranza è riposta in Salvador Allende, ma si fatica a credere nella sua vittoria.

Mio caro fumetto... - Vignetta che raffigura l'attesa dei risultati delle elezioni cilene del 1970 attraverso un orologio con le ore che passano.

Ma la vittoria questa volta arriva. Un tripudio di gioia. Quel giorno del 1970 per il Cile rimarrà memorabile, come tutto il breve periodo di governo di Allende.

Mio caro fumetto... - Tavola di Là dove finisce la terra che raffigura la gente che festeggia in strada per la vittoria di Salvador Allende alle elezioni del 1970.

Dopo pochi anni, più precisamente l’11 settembre del 1973, il sogno si infrange a causa del colpo di stato del generale Augusto Pinochet, appoggiato dalla CIA.

Per Pedro è un risveglio con un fucile alla tempia. Poi l’arresto, il buio, la tortura. È il dolore dell’esilio.

Nelle pagine dedicate a questi eventi drammatici ritroviamo volutamente le tenebre e la prevalenza assoluta di nero. Il nero della dittatura e della violenza che la caratterizza, il nero dell’oscurantismo.

Alain Frappier realizza tutto il libro in bianco e nero. Sono i colori dei giornali del passato, così come delle trasmissioni televisive dell’epoca. In Cile il primo programma televisivo a colori fu trasmesso il 6 febbraio del 1978.

Quando si parla di cronaca e, ad esempio, c’è bisogno di schematizzare i fatti salienti avvenuti in differenti paesi, le tavole sono fitte e dettagliate, quasi come fossero riempite proprio di ritagli di giornale.

Generalmente i disegni parrebbero seguire la crescita del protagonista. Inizialmente sembra di vedere realizzata graficamente una percezione propria dei bambini, ossia che il tempo passi lento e placido. Le vignette sembrano un susseguirsi di tante fotografie o di fermo immagine.

Con l’adolescenza di Pedro Atías invece i disegni divengono più irrequieti, più movimentati, al pari del personaggio. Questa sensazione si accentua e culmina nel periodo delle speranze e delle lotte collettive, quando spesso le scene sono di massa.

Solo la contemplazione dei paesaggi e della natura, dei tramonti e delle notti stellate, riporta quiete e tranquillità. Questo avviene durante il viaggio di Pedro e dei suoi amici, momento in cui improvvisamente, grazie ai disegni, il tempo si dilata di nuovo. Succede a volte anche nelle serate intorno al fuoco nella periferia di Santiago, fra i volontari. Per il protagonista sono momenti di introspezione. La gioia e il suo carico di speranze lo fanno essere in comunione con il mondo. È un messaggio che arriva al cuore, forte e chiaro.

È la stessa calma che si respira in apertura della graphic novel quando le tavole permettono un’ammirata osservazione del mare e di altre maestose bellezze di quel Paese dove finisce la terra.

Mio caro fumetto... - Tavola che raffigura Pedro Atías bambino sul bagnasciuga che guarda che gioca con la sabbia e il secchiello  guardando il mare.

Un paio di anni fa Désirée e Alain Frappier hanno lanciato in Francia una campagna di crowdfunding per finanziare la realizzazione di un altro volume sulla storia del Cile e di Pedro Atías, dedicato specificatamente ai fatti dal 1970 al 1973.

A ottobre scorso via Twitter hanno annunciato che l’uscita nelle librerie francesi avverrà nel prossimo gennaio 2020. Noi ci rimettiamo ad add editore. Quel che so per certo è che, come per il primo volume, non rimarremo di certo delusi dal risultato!

Mio caro fumetto... - Screenshot del tweet con cui  Désirée e Alain Frappier annunciano l'uscita del secondo volume di Là dove finisce la terra

«Porque esta vez no se trata
de cambiar un presidente,
será el pueblo quien construya
un Chile bien diferente»

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